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Libera il ROCK

Libera Il Rock
ACID FOOD, FRANZ LEVATI, NEGATIVES 5, STALKER..
..4 band in sfida a colpi di rock!!!

Musica, spettacolo e altre sorprese per una serata all’insegna della legalità. ..chi sarà il vincitore?!

stay tuned

Radio Aut




Giovanni Impastato e Franco Vassia a Ivrea

Giovanni Impastato a Ivrea

Ivrea ospita Giovanni Impastato

Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, sarà a Ivrea martedì 24 novembre per presentare il suo libro Resistere a mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino Impastato e per assistere alla proiezione dell’ormai celebre film I cento passi.
L’incontro, fortemente voluto dal coordinamento di Libera di Ivrea e a cui vi invitiamo calorosamente a partecipare, si terrà all’ABCinema ed avrà inizio alle 20.30 con un intervento in cui Giovanni e il co-autore Franco Vassia presenteranno il libro appena uscito ed edito da Nuovi Equilibri.
Vassia, “poco incline – come lui stesso afferma – all’agiografia”, raccoglie la testimonianza di Giovanni e ci restituisce quindi un quadro molto più intimo, in cui Peppino Impastato non emerge soltanto come l’eroe che è stato, come colui che denunciava la mafia e i mafiosi e sbatteva sulle facce, nelle case, sulle tavole dei suoi compaesani la loro stessa paura di parlare e ribellarsi, ma viene fuori anche come “elemento di rottura” nel contesto di una famiglia di chiara estrazione mafiosa verso la quale perfino Giovanni stesso aveva un atteggiamento di tacita sopportazione.
Emblematico in questo senso è uno dei tanti aneddoti inediti che Giovanni tiene a ricordare: ai funerali del padre, Peppino si rifiutò, a differenza del fratello e della madre, di stringere la mano ai parenti collusi con la mafia, attirandosi ulteriori antipatie. Questo ha aperto in Giovanni una ferita che forse potrà rimarginarsi solo informando le persone e raccontando storie come quella di suo fratello e proprio per questo lui e Franco Vassia da settimane girano in tutt’Italia per presentare il libro.
Nella loro tappa eporediese i cittadini avranno la preziosissima opportunità di assistere alla proiezione de I cento passi, film uscito nel 2000 di Marco Tullio Giordana sulla storia del ragazzo di Cinisi, sui suoi amici e sulla sua radio, Radio Aut.
Il film, che raccoglie un cast veramente eccellente, è già considerato una pietra miliare anche perché non è un film di mafia poiché, come ha dichiarato il regista, “ è piuttosto un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell’illusione di cambiarlo”.
Non vi è allora migliore occasione per guardarlo, data la presenza in sala di Giovanni Impastato, che dopo la proiezione sarà lieto di rispondere a eventuali domande del pubblico e a intrattenersi con lui.
Vi invitiamo quindi fortemente a partecipare, il più numerosi possibili per godere di una testimonianza autorevole e diretta, per non sentirsi assolti ma totalmente coinvolti.
Rimanete sintonizzati…
Stay tuned…

Presidio Radio Aut di Ivrea

Guarda il video di presentazione:

Parte L10 Tour

Ieri pomeriggio, i passanti eporediesi hanno assistito ad uno spettacolo imprevisto nel centro di Ivrea.
Si trattava di L1, un evento programmato in rete, il primo di 10 eventi che coinvolgeranno il territorio di Ivrea e dintorni per promuovere la piattaforma L10. Guarda il video:

La carica dei 100 passi

Alle terre di Don Peppe Diana

Le idee e le impressioni riempivano le nostre menti mentre viaggiavamo col treno verso la Campania. Un viaggio lungo 12 ore che probabilmente avrebbe catapultato noi, ragazzi del nord, in una realtà completamente diversa.
Nessuno sapeva che cosa ci stesse aspettando, ma la curiosità e l’entusiasmo di vivere un’esperienza unica e irripetibile, faceva crescere in ognuno di noi la voglia di assaporarne ogni secondo.
Abbiamo scelto di vivere una settimana in un bene confiscato alla camorra. Siamo andati a Maiano, in provincia di Caserta, dove abbiamo conosciuto i ragazzi della cooperativa “Al di là dei sogni”.
La scelta di questi ragazzi, come quella di molti altri in Italia, di piantare semi di legalità in mezzo alle erbacce della mafia è una scelta molto coraggiosa, che scopriamo essere anche molto difficile da attuare: atti vandalici, minacce, permessi che tardano ad arrivare.
Tutti questi sono problemi che noi siamo abituati a pensare distanti, una distanza di “solo” 12 ore di treno.
La settimana che abbiamo trascorso nel bene è stata ricca di sorprese. I ragazzi della cooperativa, a cui va tutto il nostro ringraziamento, ci hanno catapultato in una realtà straordinaria grazie anche alla presenza di ragazzi diversamente abili, che hanno condiviso con noi tutti i momenti, di lavoro e non.
Questo bene era di proprietà del boss Antonio Moccia. Ora sta diventando un centro per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e ospiterà anche il progetto “La carica dei cento passi”, il canile comunale nel quale verranno effettuati cicli di pet-therapy.
La nostra crescita non è stata quindi solo dovuta al fatto di trovarsi in una terra dove in ogni istante si respira un odore diverso, di aver contribuito alla realizzazione di un altro mattoncino per costruire la legalità, ma anche di esserci confrontati con persone che, nella loro diversità, sono riusciti a farci capire la loro visione del mondo.
Quest’avventura ci ha aperto gli occhi su ciò che realmente ci circonda. Anche al nord c’è la mafia, ma la si sente come un fenomeno distante, magari passeggero. Al Sud invece la mafia è più tangiblie, più visibile e fa paura.
A Maiano abbiamo conosciuto persone che tutti i giorni convivono con questa paura. Ma la risposta non è stata rinchiudersi in se stessi. Più volte hanno ricevuto minacce e danni al bene ma hanno deciso di non mollarlo, di non cedere. Da qualche mese ormai ci vivono, fanno i turni per dormire la notte e sorvegliare quello che, di diritto, è diventato patrimonio della comunità.
Più volte siamo andati a Castel Volturno, nelle terre di don Peppe Diana, anche lui vittima di mafia.
Anche a Castel Volturno c’è un bene confiscato. Una fattoria che sorge in mezzo ai campi, ai prati. Qui abbiamo incontrato molti ragazzi che, come noi, stavano facendo un’esperienza simile. Ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia, da Torino, da Bari, da Milano.
Le forze in gioco sono quelle dei singoli cittadini che, nonostante tutti i pericoli, decidono di proseguire a testa alta perché è quello che sentono di dover fare. Questa affermazione è stata fatta anche da Massimo Noviello, figlio di Domenico Noviello, a cui il nostro presidio è dedicato. Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo in quei giornie. Il momento è stato breve ma molto intenso e commovente.
Massimo ci ha raccontato che, dopo la morte del padre, è iniziata, per lui e la sua familgia, una vita completamente diversa. Una vita protetta sì, ma vissuta in isolamento, in un’altra città. Da poco, finalmente, Massimo ha trovato un lavoro, distante da casa. Almeno può continuare la sua vita. Insieme al padre anche lui aveva denunciato i Casalesi. Anche lui aveva deciso di non pagare il pizzo. Per questo ora vive sotto scorta 24 ore al giorno.
Più volte ci è capitato di parlare con i ragazzi di Maiano sui problemi con i quali convivono, sul perché così pochi decidano di ribellarsi ai soprusi, sul perché sia così difficile far sì che l’impegno straordinario di pochi diventi l’impegno ordinario di tutti.
La domanda che spesso ritorna nelle nostre menti è:” Qual è il senso del nostro lavoro se chi gestisce il potere sembra non interessarsi della questione a fondo?”. La nostra risposta dopo questa esperienza, potrebbe riassumersi in un concetto:” Facciamo tutto questo, semplicemente perché è giusto farlo. Non si pensa solo al futuro, ad un possibile domani senza mafie. Si pensa ad oggi ed a ciò che è giusto fare.”

Presidio Radio Aut di Ivrea
dedicato a Domenico Noviello

Di Pietro a Ivrea


Di Pietro, intervistato ad Ivrea risponde alla domanda di Sara “Volevo chiederle quanto spazio viene dedicato alla mafia in Parlamento e se questo spazio è proporzionale al problema che costituisce.”

21 marzo: impegno e memoria

Napoli - Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie

Circa 150 mila persone, secondo le stime degli organizzatori, hanno partecipato a Napoli alla quattordicesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, per ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnovare, in nome di quelle vittime, l’impegno di contrasto alla criminalità organizzata. Al corteo hanno preso parte in rappresentanza oltre 500 dei 3 mila familiari delle vittime delle mafie, rappresentanti di ong provenienti da circa 30 paesi europei.
Un primo giorno di primavera inizialmente freddo e con poco sole, ma che è stato rallegrato dalla forte presenza giovanile che ha sfilato in un corteo di oltre 2 chilometri per le vie di Napoli. Giovani provenienti da ogni parte d’Italia, insieme per gridare forte “NO ALLE MAFIE”, perché la mafia non è solo un problema del sud Italia. Anche il nord è infettato da questo virus apparentemente invincibile. Ce lo dimostra la casa sequestrata al clan dei Belfiore, i mandanti dell’omicidio del procuratore Bruno Caccia, a San Sebastiano da Po vicino a Chivasso. Ma non è un caso isolato.
Anche noi, presidio Radio Aut di Ivrea, abbiamo preso parte alla giornata della memoria, per testimoniare il nostro impegno quotidiano e la nostra presa di responsabilità nei confronti della lotta alle mafie.
L’appello di don Ciotti
“Alle mafia, alla camorra, al crimine dico: fermatevi, ma che vita è la vostra? Ne vale la pena?”. E’ rivolto ai boss. “Vi aspettano carcere, clandestinità, tanti morti – ha continuato – se avete beni ve li confischeremo tutti, e vi porteremo tutto via quello che avete. Fermatevi, alla fine cosa vi resta? Come giustificate il male che fate agli altri? La vostra è una condanna a vita – ha concluso – non può essere questa la vita. Non basta pentirsi ogni tanto, bisogna convertirsi”.

La voce di Ivrea a Napoli: no alle mafie

ivrea-21marzo2009

Mafia, ‘Ndrangheta, Camorra, mafie internazionali…Le vittime sono tante. Troppe. Alcune erano persone che hanno deciso di andare contro il sistema mafioso, ribellandosi ai soprusi, al pizzo ed all’idea di una nazione, come l’Italia, nelle mani di un virus apparentemente invincibile e incontrollabile. Altri hanno perso la vita semplicemente perché erano al momento sbagliato nel posto sbagliato. Altri ancora sono morti solo per il fatto di essere quelli che erano.
Tutto questo non è giusto. Noi sappiamo che non è giusto. Per questo parteciperemo alla”Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime” del 21 marzo, primo giorno di primavera che viene organizzata da Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti nel ’95 per contrastare tutte le mafie, da 14 anni cambiando ogni anno città. Quest’anno è stata scelta Napoli.
La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e in nome loro rinnova il suo impegno di contrasto alla criminalità organizzata.
L’etica libera la bellezza. Riscattare la bellezza, liberarsi dalle mafie.
Questo e’ lo slogan che accompagnerà questa giornata, durante la quale si incontreranno oltre 500 familiari delle vittime delle mafie. Saranno presenti rappresentanti delle Ong provenienti da circa 30 paesi europee e giovani da tutt’Italia per gridare ad una sola voce :”BASTA! NOI LA MAFIA NON LA VOGLIAMO!”.
‹‹Saremo a Napoli – ha dichiarato Don Luigi Ciotti – per valorizzare il positivo. Dimostrare che c’è un’ Italia che non si arrende, che non cede allo scetticismo e alla rassegnazione, che non pensa solo a sopravvivere ma che vuole vivere, che lotta e s’impegna per affermare la libertà e la dignità di tutti. In Campania, la violenza criminale continua a lasciare tragicamente il segno; anche nell’ultimo anno sono stati numerosi ed efferati gli omicidi di camorra, tante le vittime innocenti. Senza contare i traffici di droga, lo sfruttamento delle persone attraverso la prostituzione e il lavoro nero, gli affari delle ecomafie, l’usura, le estorsioni. E certamente pesano la corruzione, le collusioni in tanti settori della politica e dell’economia, i silenzi complici o intimoriti di chi non osa o non vuole ribellarsi. Ma esiste anche una Campania diversa, ricca di positività. Giovani svegli, insegnanti appassionati, amministratori onesti, cittadini responsabili. Persone – conclude Don Ciotti – che prima di chiedersi cosa la società faccia per loro, si chiedono cosa possono fare loro per la società. In un impegno reso credibile dalla presenza di tre ingredienti: coerenza, continuità, concretezza. Noi quest’anno saremo in Campania per imparare da loro››.
Durante il corteo saranno letti i nomi delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie: magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici, amministratori locali e semplici cittadini, morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Ma all’appello ne mancheranno tantissimi altri, impossibili da conoscere e da identificare.
Noi del presidio di Libera “Radio Aut” di Ivrea giovedì 19 marzo alle ore 21 in Sala Santa Marta, ricorderemo le vittime di mafia, in un simbolico passaggio di consegne che porterà l’impegno e la voglia di cambiare della nostra città alla Giornata della Memoria di Napoli. Perché noi vogliamo essere protagonisti della storia perché crediamo che il cambiamento non solo sia possibile ma sia necessario e lavoriamo per poter un giorno dire: ‹‹In Italia, una volta, c’era la mafia››.

Nasce Radio Aut

Nasce radio AutSulle orme di Peppino Impastato nasce Radio Aut il canale multimediale del presidio che ci consentirà di pubblicare materiale audiovisivo realizzato nel corso della nostra formazione. Grazie a questo strumento documenteremo le nostre attività, potremo lasciare traccia degli eventi e realizzare delle dirette con i personaggi e testimoni che incontreremo strada facendo.

Se hai delle idee, se vuoi partecipare alla realizzazione di un servizio, se vuoi capire insieme a noi come si può fare concretamente l’antimafia sociale contattaci, ti aspettiamo!
Per maggiori informazioni scrivici

Il presidio Radio Aut, dedicato a Domenico Noviello

Gli amici di Pino Masciari a Ivrea

Gli amici di Pino Masciari scendono in piazza ad Ivrea per sensibilizzare la città.
Guarda il video:

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